#BeautyIs quello che di solito non vedi allo specchio

10/04/2014 § Lascia un commento

Non sono una beauty blogger e nemmeno fashion blogger, diciamo che sono una “paturnie-mie” blogger, perché parlare dei fatti propri, anche ai tempi dell’Internet, non è sempre reato.

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Voi vi guardate mai allo specchio per cercare di scrutare e individuare quello che gli altri vedono di voi? Indossare per un attimo gli occhi degli altri insomma.
Io lo faccio spesso, soprattutto con il profilo del mio viso, perché lo odio (ma non vorrei) e quindi cerco continue interpretazioni allo scempio che vedo con i miei occhi, sperando di trovarci qualcosa di bello, qualcosa che prima non ho mai colto.

muffin
Eppure sono certa che quel qualcosa di bello c’è, e sapete quando?
Quando sto con un’amica che mi racconta di essere innamorata, quando faccio colazione con un muffin il sabato mattina, quando la settimana è andata bene.

E io su queste cose ci ragiono raramente, tipo quando mi ritrovo a guardare, ad esempio, i piccoli capolavori di Dove.
Qui sotto trovate piccole nuove storie di bellezza, di quella che non trovi facilmente nello specchio.

L’odore della carta

07/11/2012 § 4 commenti

No, se state cercando verità nascoste e innovative sulla diatriba “carta” vs “digitale” vi dico subito che non è cosa. Il titolo non riguarda nemmeno le elezioni Americane. Il titolo l’ho scelto solo per l’indicizzazione, si sa, l’odore della carta tira, su internet. Non è vero: la carta c’entra, ma solo un po’.

L’altro giorno mi è capitato di dover cercare un giornale in edicola, uno di quei giornali che non vedi l’ora che esca, un po’ come gli album di figurine da bambini o il TOPOLINO con in allegato i pezzi dell’aggeggio da montare. Voi ve la ricordate la sensazione di entrare in un edicola da bambini? Le buste regalo, il Crystal Ball, le 500 lire.

Così stai lì a stalkerare il tuo edicolante di fiducia e a girarti tutte le edicole della provincia. Se non vi è mai successo: mi dispiace un pochino per voi.
Io di edicole ne ho girate 3 o 4 e niente, il giornale non c’era, allora mi sono detta: “Forza, aspetta solo due giorni e lo prendi a Roma, o alla peggio a Milano”. Domenica parto, arrivo a Roma, 10 minuti disponibili tra un treno e l’altro, mi piazzo davanti all’edicola a Roma Termini e, mentre guardo i giornali esposti per individuare quello di mio interesse, mi passano davanti almeno 6 persone. Ma vabbè. L’ultima tipa prima di me chiede “Libero” all’edicolante e, mentre cerca gli spicci per pagare, è arrivato il mio turno. Io mi prendo un attimo male a chiedere il mio giornale con quella tipa lì di fianco… No, non dovevo prendere un porno, bensì IL MALE di Vauro e Vincino.

Allora temporeggio e pronuncio il nome del giornale sottovoce, l’edicolante percepisce i miei suoni e mi porge finalmente la mia copia. È una situazione estrema, lascia fare, per una low-profile come me.

Salgo sul treno, leggo tutte le vignette varie, il capolavoro di Makkox, il pezzo di Johnny Palomba, le battute di Spinoza ecc ecc. Il metodo è: primo passaggio di lettura veloce dall’inizio alla fine e poi secondo passaggio più meticoloso. Si fa così, no?

Poi a un certo punto, lì in mezzo, ci sono io, giuro!
Sono lì a parlare, in maniera intelligente e per niente sbrigativa, del mondo dei bloggerZ. Compendio talmente serio che ci ho messo persino la faccia a garanzia di qualità.

Il n°41 de IL MALE resterà in edicola per ben due settimane, avrete la possibilità di avermi sul comodino, pensateci.

La foto l’ho sfocata apposta, così non vi tolgo il piacere di girare per qualche edicola, sbirciare nei contenitori delle figurine e vedere se “Cioè” esiste ancora.

Un grazie e un po’ di più a Dario Campagna, colui che ha pensato a me e al quale devo due cosette da un po’.

Blogfest 2011: una nuova musica.

03/10/2011 § 1 Commento

Ci sono stata per il secondo anno di seguito, io.
Un sacco di gente, di cuscini, di organizzazione, di creme Nivea, di spritz, di Mac, di “ciao io sono…”.
Sponsor dalle attività accattivanti e ben organizzate, gente (giustamente e prevedibilmente) scremata rispetto al passato, la premiazione molto più corta rispetto al 2010, umidità più che accettabile, Sole per l’intera durata della manifestazione e nessun carabiniere a intimarci di staccare la musica.
Vip, semi-vip, blogstar “best before 2008”, svariati awards e speech, personaggi prevedibili, altri meno, nuove conoscenze e vecchie dignitosamente onorate.

Quest’anno alla Blogfest, davvero, si è visto l’impegno degli organizzatori, l’aver imparato dai fail precedenti (come è giusto che sia), la voglia di cambiare e offrire sempre di meglio a ‘sti quattro sciamannati che campano davanti al computer.

Avrete sicuramente già letto altro in giro per il web: nomi, aneddoti, impressioni, non sto qui a dilungarmi in particolarismi sentimentali: è ‘na certa e sono deflagrata dal viaggio. Non mi resta molto da aggiungere, se non una sola, importante, reiterata considerazione nata già dall’anno scorso: L’ANNO PROSSIMO, GIANLÙ, CAMBIA QUEL CAZZO DI DJ*.

 

*Sì, lo so benissimo chi è, e nonostante tutto, è uno che seleziona pezzi e bpm sfruttando il sofisticato criterio della tombola.

Dove sono?

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