Quello che non ho

21/04/2013 § 2 commenti

[ALERT: Questo post segna un punto di rottura con quanto proposto precedentemente, per questo non sarà basato su alcuna morale svelata sul finale come una puntata qualsiasi di Desperate Housewives, ma sarà volto solo ed esclusivamente a narrare di cose di cui, molto probabilmente, vi fregherà meno che niente]

Consigli d’ascolto per la lettura

L’altro giorno, in un attimo di tregua dal turbinio (fatto solo di lavoro, che credete?) della mia vita milanese, mi sono resa conto che questo 2013 segna il mio primo DECENNIO di vita da personcina indipendente.
Ah, se lo sapesse mia madre! Beh, ora di certo lo sa e si sta già facendo i conti per verificare, ora ha verificato e proprio in questo momento si sta prendendo male. Ciao mamma!

Io quel primo viaggio che decretava l’inizio della mia vita da emigrante me lo ricordo tutto, ai tempi avevo fatto le valige per andare all’università e nell’autobus davanti a me c’era una che messaggiava con la madre, definendomi pazza a causa della mia voglia di libertà e autonomia (e anche un po’ di sfida) che raccontavo alla persona che mi stava accanto. Io la leggevo perché la svegliona teneva il cellulare in mano in modo che io da dietro, tra la fessura dei due sedili, potessi vedere perfettamente lo schermo del suo 3310 (almeno di cellulari ne capiva).

Comunque da quel giorno di cose ne ho fatte, ma soprattutto, da quel giorno, di cose non ne ho fatte tante.
No, non sarà un elenco delle cose che ho fatto in 10 anni: sono le solite cose che di certo avrai fatto anche tu e altri milioni di ragazzi, sono quelle sfide che credi di non superare e invece superi, sono le prime cose da adulti che ti mettono una paranoia addosso ma che quando le affronti poi ti senti Dio.
Vabbè io sto qui a parlare delle cose che non ho fatto, perché una persona è bello conoscerla anche per quello che non ha mai fatto, no? Anche le foto si possono vedere in positivo e in negativo (ndr. l’autore di questa constatazione è perfettamente cosciente della natura un po’ hipster, un po’ radicalchic, un po’ “grazialcazzo” della proposizione sulle foto).

In questi 10 anni non sono mai stata a Venezia, non ci sono manco mai passata per sbaglio, e devo ammettere che questa cosa mi sta un po’ scomoda. MISSION: Andarci entro i prossimi 3 mesi.

La movida milanese, i locali, il casino, gli amici gay: non essere mai stata al Plastic. MISSION: Andarci anche solo una volta nella mia vita. Sono curiosa, non fate gli integralisti che non serve a niente.

Non ho fatto da testimone a nessun matrimonio né battezzato una creatura: non sono cresimata e quindi non posso farlo. Sì, lo so che posso fare da testimone per il matrimonio civile, ma fortunatamente i miei amici hanno le mie stesse tempistiche e quindi non si sta sposando nessuno. Bene così. MISSION: Farmi la cresima entro i prossimi 5 anni, sai mai che.

Quasi 29 anni e nessuna convivenza alle spalle, ho dato sempre retta al mio sesto senso e ho fatto sempre bene. MISSION: continuare così.

Per quanto io sia brava e mi piaccia guidare (davero eh, chiedete in giro), non ho mai avuto una macchina, non mi è mai servita e oltretutto non saprei dove parcheggiarla. MISSION: risistemare la ruota posteriore della mia bicicletta ferma dalla scorsa estate.

Non ho mai fatto la ricostruzione alle unghie né usato ciglia finte: sono della scuola “si fa quel che si può, con quel che si ha”. MISSION: valorizzare quello che ho.

In 10 anni non sono stata in grado di far uscire due spicci per il secondo e terzo tatuaggio. MISSION: farli uscire entro il 2013.

Non sono mai andata a farmi un giro sui go-kart, lo sogno da quando sono ragazzina. MISSION: riuscirci entro il 2013.

Ma la cosa che mi brucia più di tutte è non essere mai andata dall’altra parte del mondo, in America o, meglio ancora, Giappone. Ci voglio andare in Giappone, il prima possibile, perché secondo me lì sono dei fighi.

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§ 2 risposte a Quello che non ho

  • Claudia ha detto:

    Io invece di indipendenza neanche l’ombra, ma ti copio il dover fare il tatuaggio entro il 2013, andare al Plastic e andare in Giappone.

    America già andata, non per piacere purtroppo, ma ci tornerei subito. A vivere soprattutto!

  • eleonoraf ha detto:

    Io invece ti copio:
    – andare al Plastic e al Glitter
    – far saltare fuori i soldi (e il coraggio) per il primo tatuaggio
    – andare in Giappone (andiamo insieme?!!)

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